lunedì 13 agosto 2012

irmas de chinelo - sorelle di ciabatta

giorni di viaggio nei ricordi..

martedì 26 gennaio 2010

Il paziente inglese

"Ti sto aspettando. Quanto è lungo un giorno al buoio o una settimana. Il fuoco è spento ormai ed io sento un freddo orribile, forse dovrei trascinarmi fuori, ma non so se ci sarà il sole. Ho paura che sto sprecando la luce per scrivere queste parole. Moriamo, moriamo, moriamo ricchi di amanti e di tribù, di gusti che abbiamo inghiottito, di corpi che abbiamo penetrato risalendoli come fiumi, di paure in cui ci siamo nascosti. Ma voglio che tutto ciò resti inciso sul mio corpo. Siamo noi i veri paesi non le frontiere tracciate sulle mappe con i nomi di uomini potenti. Lo so che tornerai e mi porterai fuori di qui, nel palazzo dei venti. Non ho mai voluto altro che camminare in un luogo simile con te e con gli amici, una terra senza mappe. La lampada si è spenta e sto scrivendo nell'oscurità"

giovedì 23 aprile 2009

un genio

«Nella mia vita ho incontrato donne di grande forza. Non potrei mai vivere senza una donna al mio fianco. Sono solo un pezzo d'un essere bicefalo e bisessuato, che è il vero organismo biologico pensante».

Italo Calvino

sabato 28 febbraio 2009

«prendi tutti e tutto maledettamente sul serio escluso te stessa» (cit. mio padre)

Riflessione: a che cosa serve la cultura?
Serve a migliorare l'anima delle persone, a farle riflettere, a renderle più tolleranti verso i diversi da sé, quindi a scoprire il valore della democrazia e della solidarietà, a ricacciare indietro le pulsioni della violenza.
Ma, beba, cos'é la cultura? Io penso che la cultura sia quello che resta dentro di te dopo che hai dimenticato tutto quello che hai imparato. Cioé non il nozionismo alla sgarbi, ma tutto ciò che impari dalla migliore facoltà del mondo: la strada, la mia università, la tua, quella di nonno mirgolo e nonno massimo.

(mio padre)

é cosí che torno qui, altri cambiamenti si avvicinano e terremoti emotivi giá si fanno sentire a piccoli accenni.

Pronta ad aggiornarvi, rimango per un po' a riflettere su questo pensiero..

lunedì 30 giugno 2008

voodoo girl


Her skin is white cloth,
and she’s all sewn apart
and she has many colored pins
sticking out of her heart.

She has many different zombies
who are deeply in her trance.
She even has a zombie
who was originally from France.

But she knows she has a curse on her,
a curse she cannot win.
For if someone gets
too close to her,

the pins stick farther in.

[Tim Burton - The Melancholy Death of Oyster Boy and other stories]

mercoledì 30 aprile 2008

do it

Do It

Tá cansada senta
Se acredita tenta
Se tá frio esquenta
Se tá fora entra
Se pediu agüenta

Se sujou cai fora
Se dá pé namora
Tá doendo chora
Tá caindo escora
Não tá bom melhora

Se aperta grite
Se tá chato agite
Se não tem credite
Se foi falta apite
Se não é imite

Se é do mato amanse
Trabalhou descanse
Se tem festa dance
Se tá longe alcance
Use sua chance

Se tá puto quebre
Ta feliz requebre
Se venceu celebre
Se tá velho alquebre
Corra atrás da lebre

Se perdeu procure
Se é seu segure
Se tá mal se cure
Se é verdade jure
Quer saber apure

Se sobrou congele
Se não vai cancele
Se é inocente apele
Escravo se rebele
Nunca se atropele

Se escreveu remeta
Engrossou se meta
Quer dever prometa
Pra moldar derreta
Não se submeta

Lenine

mercoledì 28 novembre 2007

premessa/aggiornamento

ok, lo so lo so, é l'una e dovrei dormire visto che domani sveglia alle sei per andare nel mio amato cazenga, ma in questo momento i pensieri sono troppi...


ascolto della bossa nova che mi riporta incoscientemente alla mia infanzia, forse papá ne ha ascoltata proprio tanta.... e forse anche in vinile..... tempi romanticamente nostalgici...





io invece sono qui, sommersa dai cambiamenti... di cose viste nuove da raccontarvi ne avrei una caterva (come direbbero a santa maria), ho viaggiato su strade nuove e scenari in eterno mutamento con mio cognato claudio.


Interessantissimo rivedere la propria sensazione di sorpresa totalizzante, colpita da colori, odori, sguardi e anime, quando ormai io comincio a percepire questo scenario come mio...

esercizio utilissimo nell'autoanalisi costante. vedere reazioni paragonabili alle proprie dall'esterno offre una imperdibile possibilitá di non dimenticare, e concedersi all'abitudine.

poi un weekend assurdo con i miei ragazzi, ho deciso di portartli al mare.....

e così via, con un accumulo di cambiamenti che ora nel dettaglio vi racconterò.... usate questa come premessa.. alla fine oggi è il sette dicembre, a milano sono tutti in vacanza, sant'ambrogio patrono della città, e io vado ad affrontare la riunione plenaria....

seguiranno i singoli racconti delle avventure....

a bientot..








mercoledì 7 novembre 2007

stordita...

...ovviamente la poesia Valore non è assolutamente mia, bensì del maestro Erri De Luca...

martedì 6 novembre 2007

affezionata, e oggi mi tornava alla mente

Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

in ritardo, ma vi spiegherò perchè....

e così tornai all'ovile, davvero sono scomparsa per un po' ma non è stato di proposito.... cosa mi distrae.... un libro, davvero avvolgente... un po' di quotidianità.... un po' di calma.... un po' di vita mondana nella settimana della cultura e della lingua italiana nel mondo (james senese.........)....

ed eccovi un racconto che era rimasto in sospeso.....

11 ottobre

E manca ancora una provincia da descrivere, di quelle ancora dei viaggi di fine settembre...

Destinazione: Caxito e l’escursione dovrebbe essere un po’ piú intrigante. Si prospetta una visita sul campo di veri e propri punti d’acqua.

Partiamo piú tardi visto la distanza é un terzo del giorno precedente, ma ovviamente rimaniamo completamente imbottigliati giá fuori dal portone di casa e quindi mille e mille telefonate di scuse che saremmo arrivati tardi.

Andiamo verso nord questa volta, direzione del Nosso Super il supermercato dove si fa sempre la spesa, attarversiamo per l’ennesima volta il Boa Vista. Il quartiere peggiore di Luanda. Devo avervelo giá raccontato. Vere e proprie favelas di materiali improvvisati, legno, lamiere e chissá cos’altro, arroccati su un pendio di argilla che periodicamente scivola giú portandosi dietro una parte del quartiere, file interminabili di donne con bacinelle in strada ad aspettare il camion cisterna pieno d’acqua che gliene venda un po’, bambini che giocano e sguazzano in pozze che definirle pozzanghere sarebbe davvero eufemistico...

E ci si chiede perché neanche l’occhio della cooperazione internazionale abbia il coraggio di levare una voce comune per risolvere questa situazione. Ma nel frattempo restringono la baia con avanzati sistemi di pompaggio di sabbia dal fondo baia per creare un allargamento della penisola.

Si prosegue, a passo d’uomo usciamo verso il Dande, il fiume dove si trova una delle stazioni di pompaggio dell’acqua che viene distribuita alle cittá. Di colpo la vegetazione si infittisce, diventa praticamente forseta tropicale. Verde smeraldo, piante enormi e folte.

E cosí via verso Caxito. Attraversiamo anche una zona dove le piogge hanno distrutto talmente tanto che ci sono ancora pezzi di case in mare, zona dove c’é stata una delle battaglie piú cruente della guerra civile.

Arriviamo finalmente a Caxito. Cittadina normale, piccolina, un po’ tutta sistemata lungo una strada unica, un po’ come accade nei paesini della provincia italiana, precisamente abruzzesi.

Preleviamo l’esperto dell’ufficio provinciale che si occupa dei progetti di acqua. Zoppo. Non capisco se sia poliomielite o cosa, ma l’effetto é che saltelli su una gamba. Ci accompagna lui nell’escursione nei villaggi spersi nel mato (nda foresta). E giá mi incuriosisco, e mi rendo conto che le deficienze fisiche si definiscono tali solo quando lo sono mentali a priori. Non si ferma davanti a nulla, entra e esce dalla macchina alta, si inerpica su sentierini scivolosi di fango che avevo paura io di cadere..... viva la forza dell’essere umano.

Altri ottanta km ci portano a Chesso, municipio della provincia del Bengo. La strada é in via di rifacimento ma é in ottime condizioni, e incontriamo anche i famosi cinesi al lavoro, efficientissimi... Si chiacchierava del fatto che si crede non siano bene integrati nella societá, che a volte non vogliano neanche imparare il portoghese.... finché superando un rullo compattatore di asfalto con davanti una macchina che si era fermato non sentiamo il chinaman inveira “Eeee cota, rapido!!” che non é portoghese ma per la precisione calão, ossia lo slang angolano del portoghese. La e viene usata come intercalare, o come enfatizzante, mentre cota é una espressione per dire «vecchio mio».... sconvolgente....

Passiamo un tratto con del brecciolino. E tornati su una specie di asfalto un nuovo e poco simpatico rumore ci accompagna nella marcia. Pssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss. Abbiamo bucato. Beh non resta che adare avanti sperando che non si sgonfi completamente prima del prossimo villaggio dove fermarci e cambiare la ruota.

Ad un certo punto della strada, dopo aver passato diversi agglomerati di casette di fango e di argilla, il simpatico geremias ci fa segno di fermarci. Esattamente un agglomerato di case di fango e argilla. Bimbi in mutande con occhi che sciolgono anche il piú duro dei cuori di marmo, probabilmente non ci riescono con quelli barbour impermeabilizzati come li chiamerebbe mio padre, ma tanto ne avranno da perderci solo loro.

Non facciamo in tempo a scendere dalla macchina che già sono in due ad aiutarci. Uno il figlio del Soba che sarebbe la figura del capo-villaggio, il saggio, e l’altro invece un ragazzo/signore… qui non è così facile capire l’età delle persone.

In un attimo ci cambia la ruota e poi con loro, e circondati dai bimbi incuriositi e attratti dalla macchina fotografica, andiamo a fare un giro nei dintorni delle case.

Ci portano a vedere da dove prendono l’acqua da bere, per cucinare, per lavarsi, insomma per tutto.

Una pozzanghera.

Una fossa nel terreno dove per umidità si accumula l’acqua.

Torbida.

In Italia la chiameremmo fango.

Non la fanno neanche bollire e così ti spieghi i pancini gonfi di questi bimbi.

Ci mostrano la cisterna che faceva da serbatoio per gravità alle fontane comunitarie, diventata praticamente una discarica.

La differenza dell’animo contadino, di quell’animo ancora legato alla natura (e lì sì che è natura selvaggia e incontaminata anche se a volte minata) disponibile immediatamente a lavorare senza alcun tipo di ricompensa comprendendo fino in fondo che è un bene della comunità avere acqua minimamente in condizioni per essere bevuta. Avrebbero iniziato a lavorare subito.

In città, o meglio nelle periferie, ti rispondono “è lo stato che fa questo progetto, è lo stato che deve risolversi i problemi” e vanno sempre alla ricerca del guadagno, possibilmente monetario sonante.

È triste ma secondo me mette in evidenza palesemente che il nostro equilibrio era lì, dove facevamo parte della catena alimentare del pianeta terra predatori e predati, dove e quando la natura era la nostra risorsa e dipendevamo da lei e non uomini che diventano la risorsa di altri uomini, sfruttati come batterie….

Dove una stretta di mano valeva più di mille pezzi di carta, e l’animo era ancora importante….

Potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermo qui, so che alla fine sapete esattamente come la penso, certo che qui questa consapevolezza diventa sempre più forte e più una forza per andare avanti…

una figura. un eroe. um emblema. ricorrente in questo 2007.

[ Don Chisciotte ]

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...

[ Sancho Panza ]

Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...

[ Don Chisciotte ]

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...

[ Sancho Panza ]

A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame !

[ Don Chisciotte ]

Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...

[ Sancho Panza ]

Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?

[ Don Chisciotte ]

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?

[ Insieme ]

Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte !

-Francesco Guccini-

giovedì 11 ottobre 2007

n´dalatando

29 setembro 2007

e così finisce anche settembre e il tempo questa volta vola davvero...

sono rimasta a metà del racconto dei quattro giorni fuori da luanda, purtroppo il cazenga e le ricette della mamma rubano tempo a monitor e tastiera....

ricominciamo dal martedì dopo la due-giorni-di-mare.... sveglia presto in vista di un viaggio verso la provincia angolana. Destinazione N'dalatando, passando per Dondo. Equipaggio: Alberto, Beppe e io.
Prima difficoltà: il traffico per uscire dalla città. Nonostante la partenza alle sei ci blocchiamo in uno dei punti nevralgici dell'ingorgo cittadino dove non importa se tu sei controcorrente rispetto al flusso di pendolari che dalla periferia entrano in città per lavorare stipati dentro questi hiace al limite del vivibile, con una guida indescrivibile e musica da discoteca da far tremare i vetri della mia camera nonostante sia al piano di sopra... perchè le corsie non esistono, le righe a terra tanto meno essendo la strada sterrata o piena di buchi, tutti hanno un po’ fretta, anche i camion che trasportano un sacco di bibite e che a volte decidono di svoltare bloccando completamente il traffico, mentre gli hiace fanno inversione nel mezzo dell’ingorgo e ancora mi chiedo come sia possibile.... sono quasi tentata a comprarne uno.... sembra che si guidino come dei giocattolini...

Usciamo e i miei compagni di viaggio sembrano esaltati perché la strada é in buone condizioni a differenza di un paio di anni fa.... i cinesi lavorano davvero un sacco..... mi raccontavano un dettaglo proprio sui cinesi, la maggior parte, per non dire tutti, gli operai che sono qui in angola sono detenuti in cina a cui é stata data la possibilitá di evitare il carcere andando a lavorare come operai in angola promettendo di non faremai piú ritorno in patria......... e loro cosí si stabiliscono qui e si ricostruiscono una vita..... e mi sorgono due pensieri, il primo é che la globalizzazione davvero non ha freno alcuno, e la seconda é che non so cosa pensare di questo tipo di riabilitazione dei detenuti..... riempiamo l’angola di gente non proprio raccomandabile, o diamo una seconda possibilitá ma lontano da casa..... boh il succo é che non so se mi sembra una cosa buona o no...

Tornando al viaggio, ci dirigiamo verso Dondo passando da Catete, il paesaggio non é assolutamente africano, anche perché per noi l’Africa é tutto un grande deserto.... invece qui sembra l’immaginario che abbiamo del Brasile... una foresta ben piena che non lascia molto alla vista... ogni tanto casette di pali e fango, oppure in mattoni adobe, mattoni d’argilla seccati al sole.... anche qui il mistero di come case fatte di fango possano in qualche modo resistere alle piogge che scendono qui che distruggono strade di asfalto...
Passiamo Catete con un bel mercato lungo la strada dove vendono pomodori, avocado, papaia, cipolle, patate, insomma un po’ di tutto...

Compriamo delle mini banane buonissime per spezzare la fame, e la macchina con quel caldino diventa una bananera....

Mentre andiamo su queste strade piú o meno aggiustate dai cinesi, vedo delle strane cose appese agli alberi, delle gabbiette di rete mezze blu e mezze bianche..... chiedo e Alberto mi racconta che sono trappole per le mosche tze tze ossia la mosca del sonno....
E allora iniziano i racconti tragici, la mosca tze tze. Primo punto: é un animale intelligente. E questo giá fa paura. Il racconto dice che erano in macchina (anni fa quando Alberto é arrivato in Angola lavoravano nella provincia di Malanje quindi solo selva vera, mica come me che rimango comunque cittadina) e una mosca si é affiancata alla macchina volando alla stessa velocitá e quasi guardando dentro.... Punto secondo: si narra che la mosca sia anche bastarda, punti il collo degli esseri umani, dove pungere per lasciare dei bichinhi, animaletti, microbi, virus che finiscono nel midollo spinale e lentamente ti spengono.... malattia del sonno perché si dorme sempre di piú fino a non svegliarsi.... e qui ci sono ospedali dove ci sono solo le persone con questa malattia...che qui pare senza cura.... in realtá non so se ne esista una, né se quello che ho appena raccontato possa essere vero o comunque credibile..
Per questo le trappole hanno quella strana forma, pare che le mosche le confondano per una testa umana, puntino il finto colletto e finiscano in un sacchetto senza uscita dentro questa retina.
Ci siamo anche fermati a cercare di vedere un sacchetto da vicino per vedere se si vedeva la mosca, che pare abbia un corpo lungo e un colore tra il marroncino e l’arancione.

Ovviamente l’ansia da mosca del sonno ci ha fatto viaggiare a finestrino blindato.

Arriviamo a Dondo, cittadina spettacolare, con vestigia coloniali ancora piú che evidenti. Ma completamente in disfacimento... casette basse e colorate, insomma sembrava un angolo di portogallo con la differenza che le strade erano di argilla rossa.
A quel punto decidiamo di fare gasolio... le prime tre pompe di benzina non ne hanno.... ecco altra cosa da considerare possibilmente. Una tanica in macchina non guasta mai. Alla fine ci indicano la pompa centrale, quindi torniamo indietro e becchiamo la cisterna che sta proprio in quel momento rifornendo. Certo a guardare la perizia con cui facevano le cose ti veniva da pensare che dentro quel serbatoio ci potevano essere anche corpi vari...

Perdiamo 40 minuti sulla nostra tabella di marcia per attendere tutte le varie operazioni e ripartiamo. La strada diventa decisamente piú brutta, brecciolino, buchi, pezzi mancanti... insomma velocitá media 30 km/h. Alla fine arriviamo fino a N’dalatando.

Altra cittadina carinissima, certo a ben vedere non c’é molto, ma l’aria che si respira é decisamente diversa da quella di Luanda... tranquillitá silenzio niente smog baretti con tavolini all’aperto dove mangiare un bel panino con prosciutto crudo portoghese.... bah quasi quasi mi viene anche voglia di farmi un po’ di lavoro in provincia.... certo mosca tze tze e bestie varie non sono invitanti peró....

Cerchiamo di incontrare chi dobbiamo incontrare e ovviamente non troviamo nessuno, ma in Angola é normale...

E ripartiamo cosí come siamo arrivati, con un panino nella pancia e la promessa di fermarci al mercato a comprare della verdura che dovrebbe essere meno cara ma che nella realtá non lo é assolutamente....

E arrivando tardi a casa, giusto il tempo di imbrandarsi pronti per un nuovo giorno, un nuovo viaggio, una nuova provincia...

sabato 29 settembre 2007

le stelle nel mare

19 setembro 2007

continuavo a dire che ormai qui avevo la mia quotidianità e che nulla sgarrava dai soliti schemi.... basta un giro di vento ed ecco milioni di scenari, situazioni, incontri da raccontare....

i primi quattro giorni fuori da luanda: il mondo è esattamente l'opposto dell'inferno che invade la città...

domenica decidiamo di andare a campeggiare in spiaggia, già qui si può ancora piantare una tenda dove preferisci, e scegliamo una spiaggia di cui ci hanno parlato, praia da onça, dove le tartarughe ancora nidificano in massa. Partiamo in quattro, io Alberto Karina Babinha e Beppe (lavora in Palestina ma è venuto a fare una missione di monitoraggio del progetto), carichiamo il cassone della sorella della luisona e via rotolando verso sud. costeggiamo il parco nazionale dove stanno reintegrando degli animali, avvisto un'aquila pescatrice credo, scendiamo ancora e passiamo il fiume Kwanza. la strada è davvero un nastro di asfalto in mezzo al nulla... è così strano per noi superurbanizzanti, realizzare che sei circondato dal nulla, solo la natura così com'è.

arriviamo alla stradina che ci dovrebbe portare giù fino alla spiaggia, la vediamo dall'alto..... stupenda, una spianata di baobab e una spiaggia completamente deserta.... ma il cancello è chiuso. già perchè qui non è raccomandabile andare proprio dove si vuole a campeggiare e quindi è meglio scegliere posti protetti. questa per esempio è una spiaggia di proprietà di un generale dell'esercito che ha recintato tutto il pezzo di terra e offre il basico per fare un barbecue... peccato che probabilmente anche lui si sia andato a fare il weekend lungo fuori porta. giriamo la macchina e puntiamo ancora un po' più a sud. compriamo dei dentici visto che abbiamo portato il carbone. io ho fatto la torta per la colazione del giorno dopo e un termos di buon caffè.

arriviamo a Cabo Ledo, un villaggio di pescatori dove eravamo già stati. case di fango e paglia che ci si chiede come possano star su con le piogge a cui mi sto preparando.. e in fondo al villaggio un paio di ristorantoni tipici recinti di bianchi.... orribili.

ma troviamo una nuova stradina che ci porta nella famosa praia dei surfistie dove troviamo anche altri quattro conosciuti a campeggiare con un pezzo enorme di picanha da aggredire.

piantiamo la tenda, o meglio la piantano gli altri perchè io e beppe facciamo senza, meno male che non fa freddo! legna, una fossa nella sabbia ma prima di tutto un tuffo nell'oceano bello gelato.

Scende la luce del sole e mi rendo conto che qui il buio è reale quasi solido, non c'è luce escludendo il fuoco e ....... aspetta un attimo, guarda le onde..... sembrano luminose o è un effetto ottico? ma no guarda il mare nero e poi quando l'onda carica e rompe la schiuma è forsforescente! e così mi spiegano che qui è pieno di plancton che ha la proprietà di essere luminescente... come tante piccolissime lucciole e allora piedi in acqua. quando l'onda ritira tutti questi esserini rimangono nella sabbia e basta passare un piede che si lascia la scia di luce! e poi si attaccano ai piedi..... insomma il cielo stanotte è anche nel mare, con milioni e milioni di stelline in più....

falò, carbone, dentice, picanha, bruschette.... e sabbia ovunque..... ipod con le casse..... e piano piano i discorsi scemano e non resta che buttarsi sulla tenda non montata con una copertina e farsi cullare dalle onde luminose....

il buongiorno arriva appena il sole scollina la pietra che ci ripara dal vento, bagno per riprendersi e lavarsi, un caffè e una fetta di torta e poi la solita giornata di mare con tanto di abbrustolimento! un libro un sonnellino e la sabbia....

verso sera raccattiamo tutto e torniamo verso la città polipesca per farci inghiottire...

sabato 15 settembre 2007

da troppo tempo...

14 setembro 2007

porca miseria da quanto tempo che non scrivo, inutile cercare spiegazioni, a volte ho talmente tanto sonno che mi addormento alle otto senza cena...

sono successe un po' di cose, niente di eclatante in realtà, più scoperte della nuova quotidianità e del nuovo lavoro...

mi sono scontrata per la prima volta con la responsabilità di avere del personale, con lo scontro tra le reazioni umane emotive e la lucidità professionale....

ho fatto firmare il contratto ai ragazzi che avevano passato la selezione e mi sono trovata nel mezzo di una battaglia per un aumento collettivo..... ragazzi alla prima esperienza di lavoro, in generale non solo in questo campo, con la loro ignoranza che non gli fa neanche riconoscere l'opportunità che hanno tra le mani e diventano arroganti... adirittura minacciano di non firmare il contratto.... li ho odiati e ora li vedo con occhi diversi.....

ma non è facile.... in fondo devo cercare di tirare fuori il meglio da loro, considerando il fatto che hanno iniziativa nulla, brillantezza cerebbrale cadaverica, e voglia inesistente.

la vita scorre tranquilla, cinque giorni alla settimana nel cazenga, il weekend diviso tra terrazzo e spiaggia, tanto lavoro e a volte poche ore di sonno, dei gran bei libri....

...

porca miseria se sono stanca, ieri mentre scrivevo mi sono addormentata sul pc, e stamattina mi sono svegliata soddisfatta di dodici ore di sonno!

ier pomeriggio, essendo tornata presto dal mio amato cazenga, ho deciso di uscire in macchina per fare delle spese che mi servono per lavoro... due ore in macchina nel traffico per fare meno di un chilometro..... un'assurdità.... che se questa città fosse leggermente più sicura la si potrebbe girare a piedi tranquillamente....

durante i miei giorni di silenzio anna è ripartita, è arrivato beppe a fare le veci del capo di alberto, e mi ha reso subito responsabile del settore water e sanitation, quindi visto che stanno pensando di scrivere altri progetti in questo periodo mi dovrò occupare anche di questo..... forse di notte....

però saranno cose nuove da imparare e sono contenta.

ho nuove foto, finalmente ho la macchina fotografica del progetto che è piccolina e riesco a portarmela in giro.. non sono niente di che perchè ho sempre un po' paura a girare con la macchina fotografica in mano e in vista.... inoltre sto spostando tutte le foto su un nuovo sito, più organizzato e semplice da guardare, appena sarà decente vi avviserò...

i bimbi continuano a commuovermi, osservando sto imparando come fanno a legarseli dietro la schiena con il panno...

l'altra mattina il cielo era carico di pioggia, non manca molto all'inizio dell'inondazione dall'alto.... in settimana mi procurerò gli stivali di gomma, mi sono già comprata il tutone impermeabile giallo....

ora vado a fare il bucato e nel frattempo mi leggo le basi per scrivere il nuovo progetto....

lunedì 27 agosto 2007

notte senza risposte.

ormai 18 agosto 2007

sono le sei del mattina, van de sfroos avrà cantato a san vincenzo, gli ultimi si staranno raccogliendo forse a quest'ora dopo la chiusura delle feste per l'ennesima estate...

stasera ho cantato, per il morale di un ragazzo, una birretta dalla ketta, al baracchino alla chicala, circondate da scene e situazioni che fanno rabbrividire... uomini bianchi, quelli che rappresentano la nostra faccia del mondo, viscidi con le ragazze del posto, che vendono tutto ciò che hanno, e cioè il loro corpo. che poi in finale sono scene che fanno ribrezzo a noi ma la sensazione è che le ragazze qui la vivano con molta più tranquillità e circondate da un mondo che accetta questo atteggiamento come normale...

poi ci si mette un attimo a conoscere il vicino di tavolo, uno di questi attempati biancastri affiancato da una giovane ragazza nera. e inizia a invadere l'aria di racconti, con un tono quasi epico di altri tempi... proprietario di settemila ettari coltivati a caffè ai tempi dei coloni portoghesi (di cui portava una buona percentuale di sangue) ora era finito a salvarsi lavorando in una delle piccole raffinerie angolane dove producono asfalto e anche di bassa qualità... che strani i racconti di prezzi imposti per vendere i propri prodotti... e l'idea di settemila ettari lì in attesa solo di una mente volenterosa e di due strade da asfaltare...

da lì la serata si perde in tentativi di apprendere questa dannata kizomba, risate e scherzi, una chitarra e delle storie da cantare e un finale di nottata in un baracchino a bordo spiaggia a mangiare qualcosa che assomigliava a un calamaro grigliato o un brodo di pesce... e qui l'ennesimo scontro con una realtà che non siamo abituati a vedere... ma non tanto perchè credo che non esista da noi, quanto perchè siamo ben capaci di fuggirne i possibili incontri...

mentre in compagnia siamo seduti a un tavolo a fumare la sigaretta della buonanotte arriva una ragazza, vestita con poco, anche come metraggio di stoffa, con una ciotola di brodo caldo in mano e si siede al nostro tavolo, senza dire nè a nè e... divora il brodo con una voracità di chi sa esattamente cos'è la fame....

e poi un nostro amico inizia a chiacchierare con lei.... ha quasi 31 anni, e una figlia di 13.. è evidente cosa faccia lì a quell'ora, è evidente come porti a casa i quattro soldi che racimola... ma nei discorsi lei dice che ha finito le superiori con la scuola serale, e che vorrebbe iscriversi all'uinversità... le piace il teatro e il nostro amico le promette di coinvolgerla in un progetto di teatro che abbiamo nel cazenga.... per un momento l'ho odiato. ho odiato che illudesse chi già viene abbastanza sbeffeggiato dalla vita. ma poi il pensiero che una sola illusione così piccola le potesse regalare un sorriso mi ha distrutto. quale è la via migliore? quale quella giusta? una notte con un sonno popolato da sogni che la fanno svegliare col sorriso vale la disillusione? non so, e questa mattina mi metto a dormire con un sonno che non porterà risposte.

venerdì 17 agosto 2007

spiriti e tradizioni

17 agosto 2007

una settimana nel cazenga non ti lascia neanche le forze di collegarti per raccontare qualche aneddoto a chi ti segue...

in questi dieci giorni ho valutato il personale, ho scelto con enormi difficoltà, lasciando a casa persone che avevano davvero bisogno di quei pochi soldi al mese, ma che non potevo pensare di tenere per diversi motivi.... e mille punti di vista ti passano per la testa, ma rimane il fatto che non si può fare beneficenza nel lavoro a scapito della buona realizzazione del progetto....

ma il lato umano ne soffre comunque....

due amici di alberto hanno iniziato a venirci a trovare in casa, uno di questi suona benissimo la chitarra con una voce da cantastorie, ed ecco che il terrazzo diventa il palco del bairro operario, e storie di vecchia conoscenza angolana vengono fuori.... racconti di nonne che vivono spiriti parlanti dentro di loro, natureza presente e viva nella loro fede, apertura verso idee che noi ormai temiamo dalla nostra razionalità che elimina ombre e paure...

qui tutto torna a un livello più umano, anche se si pagano contraddizioni assurde... ricchezze stratosferiche, gente che lavorando nel petrolio o nei diamanti ha 300 macchine... un mondo dove non si produce nulla, nulla di nulla. non raffinano neanche il petrolio.... il commercio impera... e a quel ravvicinamento a umanità più concrete perde il contatto con l'economia sostenibile dell'agricoltura.... e ha tutti i difetti del nostro "meravoglioso" mondo consumistico...

poi anna, quanta esperienza, con i suoi racconti mi fa salire una voglia di non fermarmi mai... mi ha raccontato dell'afghanistan... quanto estremismo... donne considerate davvero oggetti, non ti parlano, non ti guardano in faccia, e quando capiscono che sai lavorare ti trattano come un essere asessuato. omosessualità di tradizione, che diventa la base dei rapporti umani tra gli uomini, unici abitanti di quel mondo che abbiano diritto a una vita. e le donne, coperte in ogni millimetro del corpo, con una maschera di ferro (!) che copra il viso.... e i burka, teli spessissimi come sacchi, sintetici che si stringono con un cerchio intorno alla testa e arrivano fino a terra. una retina davanti agli occhi e è come se fossi cieca. i burka (così riesci a chiamare le donne) sono sempre accompagnate da bambini che fanno da guida.... quanta assurdità.

certo è che quando pensiamo di aver visto un bel po' di cose nel mondo scopriamo che è come se fossimo appena nati, e che tutto e davvero dico tutto è da conoscere...

un abbraccio enorme a chi mi legge, anche se so che siete tutti in vacanza alla faccia mia....

lunedì 6 agosto 2007

oggi

bimbi che mi accarezzano i capelli straniti dal fatto che siano tutti miei, mi accarezzano curiosi i tatuaggi chiedendosi se davvero non se ne andranno mai, che urlano roberta roberta chiedendomi se domani tornerò.... e io seduta su una pietra circondata da tutti loro a rendermi conto che questo riempie il mio cuore oggi..

buonanotte familia..

in ritardo ma meglio tardi che mai..

04 agosto 2007

due giorni senza internet... ce l'hanno tagliato perchè non lo abbiamo pagato.....

e i due giorni precedenti in cazenga, che ti stanchi talmente tanto da non aver neanche voglia di vedere un monitor quando torni a casa...

finalmente lavoro "sul campo". seguire l'impresa di costruzione delle fontane, con ragazzini operai che passano la giornata con piccone e pala a scavare buche cubiche di 1.60 m.... e bambini che ti circondano chiamandoti "chinese! chinese!" perchè ci sono un sacco di imprese cinesi che realizzano lavori qui in angola in cambio di petrolio.. e quindi sono gli unici bianchi che hanno visto!

e loro, i bimbi, mi circondano incuiriositi dalle tre stelline sul polso.... l'altro giorno gli ho risposto che non ero cinese e si sono spaventati... ovviamente i cinesi non parlano una parola di portoghese... devo esser sembrata loro un'alieno....

cazenga.... una discarica a cielo aperto.... strade che hanno come fondo una distesa di spazzatura e i bambini che ci giocano in mezzo scalzi e in mutande..

la terra che gli operai scavano, quando non sono veri e propri strati di plastica e rifiuti in decomposizione, è argilla o sabbia mista a liquami..... un odore a cui fai l'abitudine al momento, ma quando torni a casa te lo senti nel naso che sembra non volersene proprio andare... ma due giorni fa con anna, per distrarre i bambini che giocavano pericolosamente intorno alla fossa, ci siamo messe a modellare questa terra profumata.... lei ha fatto un elefante e io un rinoceronte...

occhioni già enormi di natura si sgranano ancora di più e allora via tutti a fare pupazzetti, bonecas... tempo di fare un giro negli altri posti dove stavano lavorando gli operai ed ecco che ci corrono incontro tutti con il loro omino d'argilla, piccolo golem, tutti così fieri di mostrarci i loro lavori... una bimba aveva addirittura fatto un tavolino, due sedioline e un divanetto per poter giocare con i suoi pupazzetti..

allora abbiamo iniziato a fare loro delle foto, mostrandogliele sulla digitale subito dopo..... risate fragorose piene di entusiasmo....

e poi elementi assurdi che si incontrano per strada... un operaio con sei dita per mano, la sorella del logista che entra in ufficio chiede cortesemente di andare in bagno e la troviamo che si lava i capelli nel lavandino con il nostro shampoo.. pensare che si era venduta per generale dell'esecito nonchè medico... potrebbe invece semplicemente essere psicopatica.... poi gli elementi alcolizzati che ti si avvicinano mentre lavori.... chi ti fa il baciamano, chi si mette a guardare la carta tecnica come se fosse il capo mastro ingegnere..

uno è arrivato con una tuta intera blu, cappellino e occhiali da sole, bello piazzato da cento chili e con una voce da donna.....

insomma altro che macchina fotografica....

fin de semana

30 julho 2007

e così si concluse il primo finesettimana movimentato luandese.

una doppietta di feste in casa, credo alla fine siano quelle che vanno per la maggiore. ragazze super infighettate, ovviamente nella maggior parte dei casi potendoselo assolutamente permettere... il cortile effetto tunnel. e il fantomatico dj più in voga tra le feste degli espatriati a luanda: zè luìs.

all'inizio sembrava quasi abbordabile, qualche jamiroquai, qualche funky, una versione simpatica della vie en rose.... e poi il disastro preannunciato da una versione latino di niente popo' di meno che sweet child o' mine. mai mi sarei aspettata un colpo più basso...

e da lì un disastro, quizomba alternata a semba alternata a non so come si chiama la terza musica. devo assolutamente fare qualcosa per imparare questo ballo, ho quasi convinto julia la ragazza delle pulizie, e karina a fare delle lezioni in terrazzo due volte alla settimana... così tanto per fare concorrenza al pastore con il coro sul tetto della chiesa..

la festa del giorno dopo praticamente una replica. stesso dj, stessa scaletta con piccoli momenti di gloria (nirvana, counting crows, ymca, e qualcos'altro che ora non ricordo).

ho deciso che se la capoeira mi mette proprio in imbarazzo mi farò almeno insegnare la quizomba da karina sul terrazzo..

così alle prossime feste sarò nel centro della pista!

domenica, una splendida giornata di sole.. sveglia presto anche se avevo dormito ben poco.. la sera prima ci siamo concessi una cena da ricchi in un ristorante serio. filetto di carne argentina con la pietra rovente direttamente a tavola, così te lo cuoci tu proprio come lo vuoi... e mentre io lo mangiavo che grondava sangue loro lo facevano diventare la fettina come quella che fa nonna in padella a san vincenzo..... il tutto per soli 28 euri... mi veniva da piangere..

tutta quella carna rossa che non mangiavo da un mese e mezzo, sommato al caffè mi hanno lasciato una notte senza sonno....

e la domenica al mare, onde impressionanti tanto che non mi sono fatta il bagno per paura di non riuscire più a uscirne!

martedì 24 luglio 2007

pecore, rose e...

24 julho 2007

e così altri giorni passarono nella terra del cazenga.

l'altro giorno sono stata lì tutto il giorno, cercando di risvegliare un po' di interesse in questi 20 ragazzi che stanno lavorando per il progetto come mobilizzatori della popolazione. sembra quasi un'impresa impossibile, una serie di elementi che si combinano: non hanno una istruzione elevata, e questo ha contribuito ad abbassare il loro livello di concentrazione. riescono a mantenerla per pochissimo. e poi le solite negligenze di chi lavora per lo stipendio e non per la missione e in questo campo questo non può esistere, si sta cercando di cambiare il mondo con passi quasi invisibili, ma convincere un gruppo di persone che da soli possono rallentare l'arrivo dell'epidemia di colera non è facile, e soprattutto non è una cosa che accade da sola.... già io non so da dove partire...

poi in giro con loro a intervistare la popolazione.... e così mi è partito un altro pensiero.... ma avete mai provato a immaginare di essere gli unici "diversi"? noi parliamo di integrazione del diverso, degli extracomunitari, dei portatori di handicap, di qualsiasi concetto di minoranza rispetto alla massa... ma qui ho capito che è impossibile mettersi nei loro panni senza averlo mai provato nella realtà. e così me ne sono resa conto. in piedi in mezzo a una strada che dava sbocco in un grande mercato dove vendevano tutto e che come pavimento aveva uno strato sedimentato di spazzatura. beh ad un certo punto ero stanca di essere fissata da tutti. me ne sarei voluta andare pur sapendo che è la scelta peggiore. però i bambini con la loro immediata ingenuità si fermano, ti fissano, tornano indietro. alcuni sorridono altri ti guardano diffidenti. gli adulti hanno sguardi comunque sulla difensiva. e mi sono resa conto che in quel momento avrei potuto capire. l'unica, spesso e volentieri l'unica bianca. anche i bambini te lo urlano dietro brancaaa brancaaaa non è un peso, non è detto come insulto ma solo come curiosità al contrario di ciò che succede a casa nostra a ruoli invertiti.

ma mi sono resa conto che è stancante. quello che stanca è non sentirsi mai a proprio agio. ovunque tu vada ti guardano osservano scrutano studiano... ma forse troverò il modo di approcciare queste situazioni.. e loro in generale.. i loro linguaggi di segni, il loro slang (calão) e tutto ciò che ti rende riconoscibile...

poi domenica sono andata al mare. fuori da luanda per la prima volta. Cabo Ledo. un posticino sul mare ai bordi del parco nazionale più grande. lungo il viaggio ho visto paesaggi bellissimi, ho visto finalmente i baobab! che albero magnifico. spoglio con dei frutti enormi e con la corteccia durissima che pendono come se fosse un albero della cuccagna. qui si chiama imbondeiro e il frutto muqqua.

poi il fiume kwanza. e ancora radure e baobabbeti (???). il cerchio di volpi addomesticate, pecore in scatole di cartone, rose da difendere a tutti i costi e di piccoli principi si chiude.

il mare bello anche se alla fine ci siamo fermati in un posto dove c'erano più bianchi che in tutta luanda. e tutto il resto era deserto! l'oceano è freddo e finalmente ho visto le onde che mi era stato chiesto di cercare. correnti belle forti che mi è venuta anche paura a farmi il bagno..

sole tenue e tiepido anche perchè è inverno. mi sono colorata pochissimo e anche senza mettere crema... non ho speranza, assomiglierò sempre di più agli albini...

e poi ristorantino. choco grelhado = super calamaro gigante inciso a quadratini e grigliato con patatine fritte. delizioso. ma caro. se poi si pensa che si è in africa viene da piangere. 17 euri.

e oggi l'incontro annunciato da una premonizione a san vincenzo prima di partire.

la scolopendra.

meno male che ho scelto un gatto che sembra intelligente. si è lanciato verso una cosa in movimento in casa da un mobile alto due metri. ed era lì che impediva la fuga del mostro. ucciso con sette ciabattate e conservata da fotografare. fa davvero schifo e repulsione.

ho fatto una torta, tutta sbattuta a mano... una tragedia, mi stanno venendo muscoli da pugile. e poi insieme a karina ho fatto il gelato di mukkua, tipo ghiacciolini, conservando tantissimi semini che sembrano fagioli da portare a zio rossano. magari con qualcuno mi faccio una collana...

ieri sera sono tornata a osservare la lezione di capoeira. più li guardo più rinuncio all'idea di farla. sono davvero veloci, e non c'è mica distinzione tra chi non ci ha mai provato e chi lo fa da quando aveva sei anni. anche se loro ti aiutano un sacco. ma io sono un po' troppo sacco di patate... o sarà il vero imbarazzo..

guardarli è uno spettacolo, mi piacerebbe poterli fotografare, ballano, mimano, volano, sono velocissimi o lentissimi. e poi vedere la capoeira bassa, quella angolana è uno spettacolo.... speriamo di poter fotografare..

di tutte queste parole trovate foto nuove sempre lì, nelle immagini dell'angomino... domani metterò delle didascalie, dopo la giornata pessima che mi aspetta. il personale non è per niente al livello che mi aspettavo. disorganizzazione e lassismo. domani strigliate a tutti. speriamo bene.

buonanotte a tutti, mi rifugio nella mia piccola camera senza mobili e ancora con le valigie piene...