mercoledì 7 novembre 2007

stordita...

...ovviamente la poesia Valore non è assolutamente mia, bensì del maestro Erri De Luca...

martedì 6 novembre 2007

affezionata, e oggi mi tornava alla mente

Valore
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

in ritardo, ma vi spiegherò perchè....

e così tornai all'ovile, davvero sono scomparsa per un po' ma non è stato di proposito.... cosa mi distrae.... un libro, davvero avvolgente... un po' di quotidianità.... un po' di calma.... un po' di vita mondana nella settimana della cultura e della lingua italiana nel mondo (james senese.........)....

ed eccovi un racconto che era rimasto in sospeso.....

11 ottobre

E manca ancora una provincia da descrivere, di quelle ancora dei viaggi di fine settembre...

Destinazione: Caxito e l’escursione dovrebbe essere un po’ piú intrigante. Si prospetta una visita sul campo di veri e propri punti d’acqua.

Partiamo piú tardi visto la distanza é un terzo del giorno precedente, ma ovviamente rimaniamo completamente imbottigliati giá fuori dal portone di casa e quindi mille e mille telefonate di scuse che saremmo arrivati tardi.

Andiamo verso nord questa volta, direzione del Nosso Super il supermercato dove si fa sempre la spesa, attarversiamo per l’ennesima volta il Boa Vista. Il quartiere peggiore di Luanda. Devo avervelo giá raccontato. Vere e proprie favelas di materiali improvvisati, legno, lamiere e chissá cos’altro, arroccati su un pendio di argilla che periodicamente scivola giú portandosi dietro una parte del quartiere, file interminabili di donne con bacinelle in strada ad aspettare il camion cisterna pieno d’acqua che gliene venda un po’, bambini che giocano e sguazzano in pozze che definirle pozzanghere sarebbe davvero eufemistico...

E ci si chiede perché neanche l’occhio della cooperazione internazionale abbia il coraggio di levare una voce comune per risolvere questa situazione. Ma nel frattempo restringono la baia con avanzati sistemi di pompaggio di sabbia dal fondo baia per creare un allargamento della penisola.

Si prosegue, a passo d’uomo usciamo verso il Dande, il fiume dove si trova una delle stazioni di pompaggio dell’acqua che viene distribuita alle cittá. Di colpo la vegetazione si infittisce, diventa praticamente forseta tropicale. Verde smeraldo, piante enormi e folte.

E cosí via verso Caxito. Attraversiamo anche una zona dove le piogge hanno distrutto talmente tanto che ci sono ancora pezzi di case in mare, zona dove c’é stata una delle battaglie piú cruente della guerra civile.

Arriviamo finalmente a Caxito. Cittadina normale, piccolina, un po’ tutta sistemata lungo una strada unica, un po’ come accade nei paesini della provincia italiana, precisamente abruzzesi.

Preleviamo l’esperto dell’ufficio provinciale che si occupa dei progetti di acqua. Zoppo. Non capisco se sia poliomielite o cosa, ma l’effetto é che saltelli su una gamba. Ci accompagna lui nell’escursione nei villaggi spersi nel mato (nda foresta). E giá mi incuriosisco, e mi rendo conto che le deficienze fisiche si definiscono tali solo quando lo sono mentali a priori. Non si ferma davanti a nulla, entra e esce dalla macchina alta, si inerpica su sentierini scivolosi di fango che avevo paura io di cadere..... viva la forza dell’essere umano.

Altri ottanta km ci portano a Chesso, municipio della provincia del Bengo. La strada é in via di rifacimento ma é in ottime condizioni, e incontriamo anche i famosi cinesi al lavoro, efficientissimi... Si chiacchierava del fatto che si crede non siano bene integrati nella societá, che a volte non vogliano neanche imparare il portoghese.... finché superando un rullo compattatore di asfalto con davanti una macchina che si era fermato non sentiamo il chinaman inveira “Eeee cota, rapido!!” che non é portoghese ma per la precisione calão, ossia lo slang angolano del portoghese. La e viene usata come intercalare, o come enfatizzante, mentre cota é una espressione per dire «vecchio mio».... sconvolgente....

Passiamo un tratto con del brecciolino. E tornati su una specie di asfalto un nuovo e poco simpatico rumore ci accompagna nella marcia. Pssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssssss. Abbiamo bucato. Beh non resta che adare avanti sperando che non si sgonfi completamente prima del prossimo villaggio dove fermarci e cambiare la ruota.

Ad un certo punto della strada, dopo aver passato diversi agglomerati di casette di fango e di argilla, il simpatico geremias ci fa segno di fermarci. Esattamente un agglomerato di case di fango e argilla. Bimbi in mutande con occhi che sciolgono anche il piú duro dei cuori di marmo, probabilmente non ci riescono con quelli barbour impermeabilizzati come li chiamerebbe mio padre, ma tanto ne avranno da perderci solo loro.

Non facciamo in tempo a scendere dalla macchina che già sono in due ad aiutarci. Uno il figlio del Soba che sarebbe la figura del capo-villaggio, il saggio, e l’altro invece un ragazzo/signore… qui non è così facile capire l’età delle persone.

In un attimo ci cambia la ruota e poi con loro, e circondati dai bimbi incuriositi e attratti dalla macchina fotografica, andiamo a fare un giro nei dintorni delle case.

Ci portano a vedere da dove prendono l’acqua da bere, per cucinare, per lavarsi, insomma per tutto.

Una pozzanghera.

Una fossa nel terreno dove per umidità si accumula l’acqua.

Torbida.

In Italia la chiameremmo fango.

Non la fanno neanche bollire e così ti spieghi i pancini gonfi di questi bimbi.

Ci mostrano la cisterna che faceva da serbatoio per gravità alle fontane comunitarie, diventata praticamente una discarica.

La differenza dell’animo contadino, di quell’animo ancora legato alla natura (e lì sì che è natura selvaggia e incontaminata anche se a volte minata) disponibile immediatamente a lavorare senza alcun tipo di ricompensa comprendendo fino in fondo che è un bene della comunità avere acqua minimamente in condizioni per essere bevuta. Avrebbero iniziato a lavorare subito.

In città, o meglio nelle periferie, ti rispondono “è lo stato che fa questo progetto, è lo stato che deve risolversi i problemi” e vanno sempre alla ricerca del guadagno, possibilmente monetario sonante.

È triste ma secondo me mette in evidenza palesemente che il nostro equilibrio era lì, dove facevamo parte della catena alimentare del pianeta terra predatori e predati, dove e quando la natura era la nostra risorsa e dipendevamo da lei e non uomini che diventano la risorsa di altri uomini, sfruttati come batterie….

Dove una stretta di mano valeva più di mille pezzi di carta, e l’animo era ancora importante….

Potrei andare avanti all’infinito, ma mi fermo qui, so che alla fine sapete esattamente come la penso, certo che qui questa consapevolezza diventa sempre più forte e più una forza per andare avanti…

una figura. un eroe. um emblema. ricorrente in questo 2007.

[ Don Chisciotte ]

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...

[ Sancho Panza ]

Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...

[ Don Chisciotte ]

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri !
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...

[ Sancho Panza ]

A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore ?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame !

[ Don Chisciotte ]

Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...

[ Sancho Panza ]

Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia ?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero ?

[ Don Chisciotte ]

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro ?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà ?

[ Insieme ]

Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte !

-Francesco Guccini-

giovedì 11 ottobre 2007

n´dalatando

29 setembro 2007

e così finisce anche settembre e il tempo questa volta vola davvero...

sono rimasta a metà del racconto dei quattro giorni fuori da luanda, purtroppo il cazenga e le ricette della mamma rubano tempo a monitor e tastiera....

ricominciamo dal martedì dopo la due-giorni-di-mare.... sveglia presto in vista di un viaggio verso la provincia angolana. Destinazione N'dalatando, passando per Dondo. Equipaggio: Alberto, Beppe e io.
Prima difficoltà: il traffico per uscire dalla città. Nonostante la partenza alle sei ci blocchiamo in uno dei punti nevralgici dell'ingorgo cittadino dove non importa se tu sei controcorrente rispetto al flusso di pendolari che dalla periferia entrano in città per lavorare stipati dentro questi hiace al limite del vivibile, con una guida indescrivibile e musica da discoteca da far tremare i vetri della mia camera nonostante sia al piano di sopra... perchè le corsie non esistono, le righe a terra tanto meno essendo la strada sterrata o piena di buchi, tutti hanno un po’ fretta, anche i camion che trasportano un sacco di bibite e che a volte decidono di svoltare bloccando completamente il traffico, mentre gli hiace fanno inversione nel mezzo dell’ingorgo e ancora mi chiedo come sia possibile.... sono quasi tentata a comprarne uno.... sembra che si guidino come dei giocattolini...

Usciamo e i miei compagni di viaggio sembrano esaltati perché la strada é in buone condizioni a differenza di un paio di anni fa.... i cinesi lavorano davvero un sacco..... mi raccontavano un dettaglo proprio sui cinesi, la maggior parte, per non dire tutti, gli operai che sono qui in angola sono detenuti in cina a cui é stata data la possibilitá di evitare il carcere andando a lavorare come operai in angola promettendo di non faremai piú ritorno in patria......... e loro cosí si stabiliscono qui e si ricostruiscono una vita..... e mi sorgono due pensieri, il primo é che la globalizzazione davvero non ha freno alcuno, e la seconda é che non so cosa pensare di questo tipo di riabilitazione dei detenuti..... riempiamo l’angola di gente non proprio raccomandabile, o diamo una seconda possibilitá ma lontano da casa..... boh il succo é che non so se mi sembra una cosa buona o no...

Tornando al viaggio, ci dirigiamo verso Dondo passando da Catete, il paesaggio non é assolutamente africano, anche perché per noi l’Africa é tutto un grande deserto.... invece qui sembra l’immaginario che abbiamo del Brasile... una foresta ben piena che non lascia molto alla vista... ogni tanto casette di pali e fango, oppure in mattoni adobe, mattoni d’argilla seccati al sole.... anche qui il mistero di come case fatte di fango possano in qualche modo resistere alle piogge che scendono qui che distruggono strade di asfalto...
Passiamo Catete con un bel mercato lungo la strada dove vendono pomodori, avocado, papaia, cipolle, patate, insomma un po’ di tutto...

Compriamo delle mini banane buonissime per spezzare la fame, e la macchina con quel caldino diventa una bananera....

Mentre andiamo su queste strade piú o meno aggiustate dai cinesi, vedo delle strane cose appese agli alberi, delle gabbiette di rete mezze blu e mezze bianche..... chiedo e Alberto mi racconta che sono trappole per le mosche tze tze ossia la mosca del sonno....
E allora iniziano i racconti tragici, la mosca tze tze. Primo punto: é un animale intelligente. E questo giá fa paura. Il racconto dice che erano in macchina (anni fa quando Alberto é arrivato in Angola lavoravano nella provincia di Malanje quindi solo selva vera, mica come me che rimango comunque cittadina) e una mosca si é affiancata alla macchina volando alla stessa velocitá e quasi guardando dentro.... Punto secondo: si narra che la mosca sia anche bastarda, punti il collo degli esseri umani, dove pungere per lasciare dei bichinhi, animaletti, microbi, virus che finiscono nel midollo spinale e lentamente ti spengono.... malattia del sonno perché si dorme sempre di piú fino a non svegliarsi.... e qui ci sono ospedali dove ci sono solo le persone con questa malattia...che qui pare senza cura.... in realtá non so se ne esista una, né se quello che ho appena raccontato possa essere vero o comunque credibile..
Per questo le trappole hanno quella strana forma, pare che le mosche le confondano per una testa umana, puntino il finto colletto e finiscano in un sacchetto senza uscita dentro questa retina.
Ci siamo anche fermati a cercare di vedere un sacchetto da vicino per vedere se si vedeva la mosca, che pare abbia un corpo lungo e un colore tra il marroncino e l’arancione.

Ovviamente l’ansia da mosca del sonno ci ha fatto viaggiare a finestrino blindato.

Arriviamo a Dondo, cittadina spettacolare, con vestigia coloniali ancora piú che evidenti. Ma completamente in disfacimento... casette basse e colorate, insomma sembrava un angolo di portogallo con la differenza che le strade erano di argilla rossa.
A quel punto decidiamo di fare gasolio... le prime tre pompe di benzina non ne hanno.... ecco altra cosa da considerare possibilmente. Una tanica in macchina non guasta mai. Alla fine ci indicano la pompa centrale, quindi torniamo indietro e becchiamo la cisterna che sta proprio in quel momento rifornendo. Certo a guardare la perizia con cui facevano le cose ti veniva da pensare che dentro quel serbatoio ci potevano essere anche corpi vari...

Perdiamo 40 minuti sulla nostra tabella di marcia per attendere tutte le varie operazioni e ripartiamo. La strada diventa decisamente piú brutta, brecciolino, buchi, pezzi mancanti... insomma velocitá media 30 km/h. Alla fine arriviamo fino a N’dalatando.

Altra cittadina carinissima, certo a ben vedere non c’é molto, ma l’aria che si respira é decisamente diversa da quella di Luanda... tranquillitá silenzio niente smog baretti con tavolini all’aperto dove mangiare un bel panino con prosciutto crudo portoghese.... bah quasi quasi mi viene anche voglia di farmi un po’ di lavoro in provincia.... certo mosca tze tze e bestie varie non sono invitanti peró....

Cerchiamo di incontrare chi dobbiamo incontrare e ovviamente non troviamo nessuno, ma in Angola é normale...

E ripartiamo cosí come siamo arrivati, con un panino nella pancia e la promessa di fermarci al mercato a comprare della verdura che dovrebbe essere meno cara ma che nella realtá non lo é assolutamente....

E arrivando tardi a casa, giusto il tempo di imbrandarsi pronti per un nuovo giorno, un nuovo viaggio, una nuova provincia...

sabato 29 settembre 2007

le stelle nel mare

19 setembro 2007

continuavo a dire che ormai qui avevo la mia quotidianità e che nulla sgarrava dai soliti schemi.... basta un giro di vento ed ecco milioni di scenari, situazioni, incontri da raccontare....

i primi quattro giorni fuori da luanda: il mondo è esattamente l'opposto dell'inferno che invade la città...

domenica decidiamo di andare a campeggiare in spiaggia, già qui si può ancora piantare una tenda dove preferisci, e scegliamo una spiaggia di cui ci hanno parlato, praia da onça, dove le tartarughe ancora nidificano in massa. Partiamo in quattro, io Alberto Karina Babinha e Beppe (lavora in Palestina ma è venuto a fare una missione di monitoraggio del progetto), carichiamo il cassone della sorella della luisona e via rotolando verso sud. costeggiamo il parco nazionale dove stanno reintegrando degli animali, avvisto un'aquila pescatrice credo, scendiamo ancora e passiamo il fiume Kwanza. la strada è davvero un nastro di asfalto in mezzo al nulla... è così strano per noi superurbanizzanti, realizzare che sei circondato dal nulla, solo la natura così com'è.

arriviamo alla stradina che ci dovrebbe portare giù fino alla spiaggia, la vediamo dall'alto..... stupenda, una spianata di baobab e una spiaggia completamente deserta.... ma il cancello è chiuso. già perchè qui non è raccomandabile andare proprio dove si vuole a campeggiare e quindi è meglio scegliere posti protetti. questa per esempio è una spiaggia di proprietà di un generale dell'esercito che ha recintato tutto il pezzo di terra e offre il basico per fare un barbecue... peccato che probabilmente anche lui si sia andato a fare il weekend lungo fuori porta. giriamo la macchina e puntiamo ancora un po' più a sud. compriamo dei dentici visto che abbiamo portato il carbone. io ho fatto la torta per la colazione del giorno dopo e un termos di buon caffè.

arriviamo a Cabo Ledo, un villaggio di pescatori dove eravamo già stati. case di fango e paglia che ci si chiede come possano star su con le piogge a cui mi sto preparando.. e in fondo al villaggio un paio di ristorantoni tipici recinti di bianchi.... orribili.

ma troviamo una nuova stradina che ci porta nella famosa praia dei surfistie dove troviamo anche altri quattro conosciuti a campeggiare con un pezzo enorme di picanha da aggredire.

piantiamo la tenda, o meglio la piantano gli altri perchè io e beppe facciamo senza, meno male che non fa freddo! legna, una fossa nella sabbia ma prima di tutto un tuffo nell'oceano bello gelato.

Scende la luce del sole e mi rendo conto che qui il buio è reale quasi solido, non c'è luce escludendo il fuoco e ....... aspetta un attimo, guarda le onde..... sembrano luminose o è un effetto ottico? ma no guarda il mare nero e poi quando l'onda carica e rompe la schiuma è forsforescente! e così mi spiegano che qui è pieno di plancton che ha la proprietà di essere luminescente... come tante piccolissime lucciole e allora piedi in acqua. quando l'onda ritira tutti questi esserini rimangono nella sabbia e basta passare un piede che si lascia la scia di luce! e poi si attaccano ai piedi..... insomma il cielo stanotte è anche nel mare, con milioni e milioni di stelline in più....

falò, carbone, dentice, picanha, bruschette.... e sabbia ovunque..... ipod con le casse..... e piano piano i discorsi scemano e non resta che buttarsi sulla tenda non montata con una copertina e farsi cullare dalle onde luminose....

il buongiorno arriva appena il sole scollina la pietra che ci ripara dal vento, bagno per riprendersi e lavarsi, un caffè e una fetta di torta e poi la solita giornata di mare con tanto di abbrustolimento! un libro un sonnellino e la sabbia....

verso sera raccattiamo tutto e torniamo verso la città polipesca per farci inghiottire...

sabato 15 settembre 2007

da troppo tempo...

14 setembro 2007

porca miseria da quanto tempo che non scrivo, inutile cercare spiegazioni, a volte ho talmente tanto sonno che mi addormento alle otto senza cena...

sono successe un po' di cose, niente di eclatante in realtà, più scoperte della nuova quotidianità e del nuovo lavoro...

mi sono scontrata per la prima volta con la responsabilità di avere del personale, con lo scontro tra le reazioni umane emotive e la lucidità professionale....

ho fatto firmare il contratto ai ragazzi che avevano passato la selezione e mi sono trovata nel mezzo di una battaglia per un aumento collettivo..... ragazzi alla prima esperienza di lavoro, in generale non solo in questo campo, con la loro ignoranza che non gli fa neanche riconoscere l'opportunità che hanno tra le mani e diventano arroganti... adirittura minacciano di non firmare il contratto.... li ho odiati e ora li vedo con occhi diversi.....

ma non è facile.... in fondo devo cercare di tirare fuori il meglio da loro, considerando il fatto che hanno iniziativa nulla, brillantezza cerebbrale cadaverica, e voglia inesistente.

la vita scorre tranquilla, cinque giorni alla settimana nel cazenga, il weekend diviso tra terrazzo e spiaggia, tanto lavoro e a volte poche ore di sonno, dei gran bei libri....

...

porca miseria se sono stanca, ieri mentre scrivevo mi sono addormentata sul pc, e stamattina mi sono svegliata soddisfatta di dodici ore di sonno!

ier pomeriggio, essendo tornata presto dal mio amato cazenga, ho deciso di uscire in macchina per fare delle spese che mi servono per lavoro... due ore in macchina nel traffico per fare meno di un chilometro..... un'assurdità.... che se questa città fosse leggermente più sicura la si potrebbe girare a piedi tranquillamente....

durante i miei giorni di silenzio anna è ripartita, è arrivato beppe a fare le veci del capo di alberto, e mi ha reso subito responsabile del settore water e sanitation, quindi visto che stanno pensando di scrivere altri progetti in questo periodo mi dovrò occupare anche di questo..... forse di notte....

però saranno cose nuove da imparare e sono contenta.

ho nuove foto, finalmente ho la macchina fotografica del progetto che è piccolina e riesco a portarmela in giro.. non sono niente di che perchè ho sempre un po' paura a girare con la macchina fotografica in mano e in vista.... inoltre sto spostando tutte le foto su un nuovo sito, più organizzato e semplice da guardare, appena sarà decente vi avviserò...

i bimbi continuano a commuovermi, osservando sto imparando come fanno a legarseli dietro la schiena con il panno...

l'altra mattina il cielo era carico di pioggia, non manca molto all'inizio dell'inondazione dall'alto.... in settimana mi procurerò gli stivali di gomma, mi sono già comprata il tutone impermeabile giallo....

ora vado a fare il bucato e nel frattempo mi leggo le basi per scrivere il nuovo progetto....